I bisbigli che rimbalzano nelle stanze del Campidoglio sembrano prefigurare una beffa, oltre ai danni che insistono da tredici anni: ci sarebbe un piano, targato Pd, per salvare gli abusivi di Spin Time finiti, il più grande tempio dell’illegalità abitativa in Italia, dove vivono senza titolo 126 famiglie, per circa 400 persone, di cui un centinaio minori, provenienti da 27 Paesi diversi (latinos, africani, nordafricani, europei dell’est, anche italiani). La fu sede dell’Inpdap da 21mila metri quadrati su dieci piani all’Esquilino è occupata dal 2012, quando fecero irruzione gli attivisti del movimento per il diritto all’abitare “Action”.
Quale sarebbe il piano? Semplice: distribuire case popolari a tutti gli abitanti del palazzone, in cima alla lista degli sgomberi stilata dal Ministero dell’Interno, per ricompensarli del sempre più probabile sfratto. L’obiettivo del Comune di Roma, infatti, è evitare un blitz delle forze dell’ordine perché - a differenza del Leoncavallo e dell’Askatasuna - Spin Time non è un centro sociale disabitato o quasi ma un palazzone popolato e presidiato h24. Il rischio scontri, in caso di intervento di camionette e agenti, è elevatissimo. E così, visto che il Viminale preme per il ripristino della legalità, il centrosinistra alla guida della Capitale sta pensando di giocarsi il jolly anche per scongiurare potenziali contenziosi con la proprietà dell’immobile, ovvero la società InvestiRe Sgr.







