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In prima fila per Gaza, non una parola su Teheran. E online piovono le critiche

Attivissima ma non su tutto. In prima fila ma solo in certe battaglie. Paladina dei diritti ma soltanto di alcuni. Pronta a sacrificarsi, anche a costo di finire in manette, ma solo per chi vuole lei. Da quando Greta Thunberg è passata dall'essere attivista per il clima ad attivista politica, è diventata molto molto selettiva nello scegliere le sue battaglie. In prima fila per Gaza, tanto da essere una delle leader della Flotilla, salvo poi contestarne l'organizzazione, ma silenzio quasi assoluto sull'Ucraina e ora totale sulla battaglia per la libertà in Iran. Eppure in piazza, a sfidare il regime e le pallottole, ci sono centinaia di ragazzi e ragazze, suoi coetanei. Ma niente, alla prezzemolina svedese, evidentemente, non importa granché. Ma ai suoi follower sì, con critiche feroci al suo improvviso (ma nemmeno troppo) inattivismo per i diritti civili.