Per tutti è “il turco in Italia”. No, non è Selim, il protagonista dell’opera di Rossini, ma Can Yaman. Nato a Istanbul l’8 novembre 1989, figlio di un avvocato e di una professoressa di lettere, è senza dubbio l’attore turco più famoso nel nostro paese. E non solo. Perché, complice l’avvenenza e il super fisico plasmati da anni di sport (dal calcio alla palestra e le arti marziali, passando per il crossfit e l’equitazione), gli sono bastati meno di dieci anni per abbandonare la carriera da legale (ancora prima di iniziarla) e diventare un idolo del grande pubblico. Per capire bene chi è, tocca partire dall’ultimo clamoroso successo, per molti versi inaspettato, un mese prima della notizia del suo arresto a Istanbul – nell’ambito di una maxi inchiesta per traffico e consumo di droga che coinvolge il jet set turco -, ossia il boom di ascolti del reboot di Sandokan. 5,7 milioni di spettatori la prima puntata, oltre il 25,4% di share in media, numeri così importanti da annunciare la realizzazione di una seconda stagione. Yaman la sua grande occasione se l’è giocata decisamente bene: la Tigre della Malesia ha graffiato e pazienza per le critiche non proprio morbide (su tutte, quelle del temuto Aldo Grasso). Il pubblico è dalla sua parte, la sua fanbase – quasi tutta al femminile – non lo abbandona mai. Anzi, lo venera, lo idolatra, spesso lo assilla. Soprattutto se ci sono di mezzo fidanzate e flirt. Come nel 2022, quando sbotta sui social annunciando di dover cambiare casa, a Roma: “Non perché vado via, perché la gente ha superato ogni limite qua. Non ce la faccio più con stalkeraggio che subisco oppure l’aggressione che deve subire ogni femmina che si associa con me se non è quella che ‘accettate’ voi… Ripeto: vi voglio bene, ma voglio bene anche a me stesso”, scrisse.