Preoccupazione tra i sindacati di categoria dopo l’ennesima aggressione nei confronti di un dipendente Trenord. Un’aggressione avvenuta solo poche ore dopo l’omicidio di Alessandro Ambrosio, il 34enne dipendente di Trenitalia colpito a morte da una coltellata vicino alla stazione di Bologna.
Secondo quanto denunciato da Christian Colmegna, Segretario Regionale di FIT-CISL Lombardia, il 7 Gennaio 2026 verso le 15.35 un macchinista di Trenord in divisa è stato aggredito nella stazione di Lodi mentre era in attesa del treno diretto a Piacenza dove avrebbe dovuto prendere servizio poco dopo. «Il collega è stato avvicinato da due individui che all’apparenza sembravano essere dei tossicodipendenti in evidente stato di alterazione» spiega Colmegna. «Pochi istanti dopo sono arrivati gli insulti e il pugno in faccia».
Il sindacalista racconta che a questo punto il macchinista ha contattato l’azienda che a sua volta ha allertato i soccorsi. «Si è reso necessario il trasporto al pronto soccorso in ambulanza» spiega Colmegna avvertendo che dopo questo «ennesimo e inaccettabile episodio» il sindacato valuterà le eventuali azioni da intraprendere. E infatti nella giornata di ieri FIT-CISL Lombardia, in accordo con altre sigle sindacali tra le quali UGL Ferrovieri e FIT-CGIL, ha diramato un comunicato stampa intitolato “Trenord: la sicurezza non è uno slogan ma un obbligo contrattuale”.













