BOLOGNA – Un secondo spettacolo, scritto a vent’anni di distanza. Dove le storie sul palco si ripetono aggiungendosi ad altre più recenti. Storie consumate tra le fabbriche, i cantieri. Perfino tra i campi. Stefano Mencherini, giornalista, regista ed ex documentarista Rai, torna a parlare di «omicidi del lavoro» e lo fa con un nuovo atto unico: “Il Pane Loro 2, la vendetta” (Il Corsaro), dopo il precedente scritto e messo in scena nel 2001. Un lavoro che è sia un libro che un musical, il primo in Italia a trattare il tema, usando l’arte per sublimare la tragedia delle morti bianche. Tra le pagine, che ripercorrono le biografie delle vittime e i loro “incidenti”, «circa quattro al giorno», spiega l’autore, si può trovare infatti un Qr code per ascoltare i brani scritti per raccontarli. Composti, tra gli altri, da Rodolfo Maltese e Francesco Di Giacomo e ora arricchiti con altre 14 tracce inedite, che musicano il dramma di perdere la vita mentre si fa il proprio mestiere. Sfogliando “Il Pane Loro 2”, che segue i tempi di una sceneggiatura teatrale, con dialoghi e intermezzi di canto, emerge per esempio la storia di Satnam Singh, il bracciante indiano morto tra i campi Agro-Pontino a giugno 2024. Dove, senza contratto, si è accasciato dissanguato, dopo che una macchina avvolgi plastica gli ha strappato il braccio. Le voci del suo capitolo sono quelle dei compagni di sorte, ingaggiati allo stesso modo senza tutela, ma anche quella della vedova giovanissima, che chiede aiuto a un padrone che non c’è.
“Il Pane Loro”, per non dimenticare le morti bianche con Curreri, Nava e Baliani
Stefano Mencherini torna a parlare di omicidi del lavoro con un nuovo atto unico e un musical (la prima sarà a Bologna)







