Jannik Sinner e Carlos Alcaraz stanno ridisegnando la geografia del tennis maschile. Negli ultimi due anni hanno diviso tra loro tutti i titoli Slam, imponendosi come riferimento assoluto del circuito e trasformando ogni loro incrocio in un evento globale, come quelli degli ultimi Wimbledon, Roland Garros e US Open. Una rivalità che entusiasma pubblico e addetti ai lavori, ma che solleva anche interrogativi sul futuro competitivo del tennis maschile, vista la giovane età dei due campioni: 24 anni l’azzurro, 22 lo spagnolo.
A esprimere qualche perplessità è Pat Cash, l’ex campione di Wimbledon 1987: “È una corsa a due, e non credo che sia necessariamente una cosa positiva — le sue parole alla testata Tennis 365 — Vogliamo vedere delle grandi finali tra loro come quella del Roland Garros, che alza l’asticella così in alto al punto che tutti vogliono che si ripeta. Vogliamo tutti un altro emozionante incontro di cinque set con punti conquistati da ogni angolo del campo, ma non può succedere sempre”.
Secondo l’australiano, il rischio è che l’intero sistema finisca per dipendere dalla presenza dei due fuoriclasse: “È una corsa a due, e se uno dei due ha una giornata no e viene eliminato, gli organizzatori di quel torneo saranno preoccupati — aggiunge — Tutti sperano che Alcaraz e Sinner arrivino in finale e ripetano ciò che hanno fatto al Roland Garros l’anno scorso. Trattengono il fiato, sperando che questi due ragazzi avanzino, e non è necessariamente una cosa positiva“.






