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Ratzinger, con il discorso di Ratisbona, mise in luce la negativa rottura tra fede e ragione
Ha generato molte reazioni la decisione del nuovo sindaco di New York, il musulmano Zorah Mamdani, di giurare sul Corano e non sulla Bibbia. Da parte conservatrice molti hanno sottolineato come il testo sacro dell’islam non appartenga alla tradizione americana, ma questo non è un argomento decisivo. In fondo, ogni autentica tradizione è viva e quindi dinamica: in grado di mutare nel tempo. Dopo avere integrato cattolici ed ebrei, perché l’America costruita nel XVII secolo dai protestanti non dovrebbe oggi accogliere a pieno titolo i musulmani? Per giunta, un principio cardine americano è la libertà religiosa: in tale prospettiva ogni critica a Mamdani potrebbe apparire ingiustificata.
Le cose, invece, sono più complicate. È infatti necessario avere presente che ogni società poggia su una qualche (condivisa) visione dell’uomo e della realtà. In altre parole, il diritto non nasce nel vuoto, ma è sempre l’espressione istituzionalizzata di una prospettiva morale e di una certa idea della realtà e dell’esistenza.






