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I lavori nell'area di Marzabotto. Proprio dove la Lai Momo acquistò un immobile
In Emilia Romagna esiste una regola (non scritta): basta seguire i soldi per scoprire il filo rosso tra Pd e coop. Il Giornale è in grado di raccontare un nuovo intreccio, dove si mescolano fondi pubblici e familismo. È la storia della Lai Momo, la cooperativa fondata da un ex consigliere regionale del Pd (Antonio Mumolo) e nella quale ha un ruolo apicale Margherita Toma, moglie del sindaco Pd di Bologna Matteo Lepore. La coop fa incetta di progetti e fondi pubblici in Emilia Romagna con le amministrazioni rosse grazie all'immigrazione. In primis, un fiume di denaro che arriva Regione e Comune. Entrambi a guida Pd.
L'ultimo capitolo è una storia di spudorata fortuna o straordinaria idea imprenditoriale. Una coop che incrocia sul proprio cammino il colpo del secolo. Almeno così pare, nel caso dell'investimento (rivelatosi poi una formidabile intuizione imprenditoriale) fatto nell'ex cartiera Burgo, a Marzabotto. Nel 2022, il comune di Marzabotto (guidato dal sindaco Pd Valentina Cuppi), la città Metropolitana (guidata dal dem Matteo Lepore) varano, grazie ai fondi del Pnrr, un progetto di rigenerazione urbana su una area dismessa dell'ex cartiera Burgo in località Lama. Un investimento pari a 9,7 milioni di euro, per trasformare un residuo industriale in una nuova cittadella. È la rinascita di una zona degradata nella periferia dell'Emilia Romagna. Cosa c'entra in tutta la vicenda la coop Lai Momo? Nella stessa area, la coop aveva rilevato, qualche anno prima, una palazzina dismessa (ex abitazione custode) per radicare la propria attività. Per tutti sembrava un investimento azzardato. Per quale ragione comprare una palazzina in una zona abbandonata? Senza futuro. A prezzi stracciati. Si sbagliavano, quell'acquisto diventerà un investimento azzeccato. E così, grazie al piano di rigenerazione, finanziato con i soldi pubblici, il valore della palazzina, acquistata dalla Lai Momo, schizza alle stelle. Triplica.






