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All’inizio di novembre a Firenze si è insediata una nuova procuratrice, Rosa Volpe. Nel giorno del suo giuramento Volpe ha parlato tra le altre cose di una mancanza di personale eccezionale nella procura di Firenze, aggiungendo che «carenze di organico significative ci sono in tutti gli uffici giudiziari». È una questione che in realtà riguarda moltissimi tribunali italiani, e che i giornali locali raccontano spesso. Le conseguenze negative sono molto pratiche: un numero insufficiente di professionisti che studiano i fascicoli e aiutano i magistrati, o che svolgono compiti amministrativi e tecnici, rallenta i tempi della giustizia, che in Italia sono già notoriamente molto lunghi.

Nei prossimi mesi questa situazione rischia di peggiorare ulteriormente. A giugno del 2026 scadranno infatti i contratti a tempo determinato con cui erano stati assunti circa 12mila professionisti usando i soldi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), il piano di riforme e investimenti finanziato con fondi europei. Erano stati assegnati ai tribunali, con diverse funzioni e competenze, proprio con l’obiettivo di smaltire gli arretrati e ridurre i tempi dei procedimenti sia civili che penali. Al momento non è stata decisa una forma di stabilizzazione per loro.