Gianni Alemanno resta in carcere. La Corte di Cassazione ha infatti dichiarato “inammissibile il ricorso” presentato dalla difesa dell’ex sindaco di Roma contro la misura cautelare, confermando di fatto la detenzione nel carcere di Rebibbia. La decisione dei giudici chiude, almeno in questa fase, la possibilità di una revoca immediata della custodia cautelare o della concessione di misure alternative. Secondo la Suprema Corte, il ricorso non avrebbe sollevato questioni nuove o decisive tali da mettere in discussione le valutazioni già espresse dai giudici dei precedenti gradi, né sotto il profilo giuridico né sotto quello delle esigenze cautelari.

Secondo la Cassazione, il ricorso non presentava elementi tali da mettere in discussione le valutazioni già espresse nei precedenti gradi di giudizio, né sul piano procedurale né su quello sostanziale. Con questa pronuncia viene quindi confermata la linea seguita fin dall’inizio dai magistrati, che avevano ravvisato esigenze cautelari ritenute ancora attuali. Con la pronuncia di inammissibilità, la Cassazione ha di fatto confermato la solidità dell’impianto su cui si fonda la misura restrittiva, ritenendo ancora attuali i presupposti che hanno portato alla detenzione dell’ex primo cittadino.