Roma, 9 gen. (askanews) – Siamo in un tempo molto simile a quello della caduta dell’Impero romano e “come allora siamo in un’epoca di profondi movimenti migratori; come allora siamo in un tempo di profondo riassetto degli equilibri geopolitici e dei paradigmi culturali; come allora siamo, secondo la nota espressione di Papa Francesco, non in un’epoca di cambiamento ma in un cambiamento d’epoca”. Questa l’analisi di Papa Leone fatta oggi davanti agli ambasciatori di tutto il mondo riuniti in Vaticano per i saluti al pontefice.

“Nel nostro tempo, preoccupa in modo particolare, sul piano internazionale, la debolezza del multilateralismo. – ha detto loro il Papa nel corso del suo discorso – A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti, si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli o di gruppi di alleati. La guerra è tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando. E stato infranto il principio, stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che proibiva ai Paesi di usare la forza per violare i confini altrui”.

“Non si ricerca più la pace in quanto dono e bene desiderabile in sè, nel perseguimento di un ordine voluto da Dio, che comporta una giustizia piu perfetta tra gli uomini, ma la si ricerca mediante le armi, quale condizione per affermazione di un proprio dominio. Ciò – ha concluso Papa Prevost – compromette gravemente lo stato di diritto, che e alla base di ogni pacifica convivenza civile”.