In Antartide esiste un gigante di ghiaccio grande quanto la Florida che tiene i ricercatori con il fiato sospeso. Il suo nome è Thwaites, ma per i media è ormai il "Doomsday Glacier", il Ghiacciaio del Giorno del Giudizio o dell’Apocalisse. Se questa immensa distesa ghiacciata dovesse sciogliersi completamente, infatti, il livello globale del mare salirebbe di circa 60 centimetri, ridisegnando le coste di ogni continente. Ma cosa sta succedendo davvero tra i ghiacci perenni dell’emisfero meridionale? Recenti scoperte scientifiche stanno portando a nuove conclusioni: massima allerta, ma con qualche nota rassicurante.

Sopra l’Antartide aria fino a 35ºC più calda del normale

di Fiammetta Cupellaro

Un circolo vizioso sotto il ghiaccio

Il nostro pianeta - è noto a tutti - si sta scaldando. Nel 2025 le emissioni di carbonio in atmosfera hanno raggiunto nuovi livelli record, ma il pericolo per il Thwaites non viene (solo) dall'alto, ma soprattutto dal basso. Come spiega al New York Times Hilmar Gudmundsson, glaciologo della Northumbria University (Inghilterra) e membro della International Thwaites Glacier Collaboration, le correnti oceaniche calde stanno erodendo il ghiacciaio a livello della cosiddetta linea di galleggiamento (grounding line), ossia nel punto dove il ghiaccio smette di poggiare sulla terraferma e diventa una lingua bianca sull'oceano. Questo confine rappresenta una grossa criticità per il Ghiacciaio dell’Apocalisse per via della conformazione del terreno antartico: il fondale sotto il ghiacciaio degrada verso l'interno, diventando più profondo man mano che ci si allontana dalla costa verso l’entroterra. Questa morfologia crea una trappola geologica: più la linea di galleggiamento si sposta verso l’interno per via dello scioglimento, più acqua calda penetrerà e più ghiaccio verrà esposto al calore, in un ciclo che si auto-alimenta.