La Lazio non sa più vincere, nemmeno contro la Fiorentina sconclusionata di questi tempi. Finisce 2-2 col finale da brividi e il pari di Pedro che evita un ko che sarebbe stato immeritato. Solo tre punti nelle ultime quattro partite dopo l’impresa di Parma e ben cinque gol incassati in quella che sta diventando una crisi vera e propria.

Tutto nella ripresa, apre Cataldi, pari di Gosens, De Gea fa miracoli, Gudmundsson su un rigore molto generoso illude Vanoli, Pedro salva almeno il pareggio ma non c’è gioia perché la persecuzione arbitrale continua. La lista degli indisponibili tra squalifiche (Marusic e Noslin), Coppa d’Africa (Dele-Bashiru e Dia), infortuni (Patric e Gigot) e cessioni (Castellanos) si è troppo lunga per rinunciare al partente Guendouzi, ormai pronto a trasferirsi in Turchia nel Fenerbahce.

Il resto sono i reduci rimasti, davanti a Provedel giocano Lazzari, Gila, Romagnoli e Pellegrini, a centrocampo il francese è accompagnato da Cataldi e Basic, in avanti Cancellieri si sposta al centro con Isaksen e Zaccagni nelle solite posizioni. Vanoli sceglie la Fiorentina che ha conquistato sei punti nelle ultime tre giornate, in attacco all’inizio ancora Piccoli con Gudmundsson (Kean parte in panchina). Arbitra Sozza davanti a 35.000 spettatori che sfidano il freddo polare di un Olimpico pieno a metà. Dopo il volo di Flaminia, il fischio d’inizio e fase di studio che dura poco prima che la Lazio prenda decisamente in mano la partita. Ci prova Basic ma De Gea respinge di piedi, Mandragora salva sulla linea dopo una mischia incredibile nell’area viola. Gila reclama un rigore solare per una trattenuta netta di Pongracic, Sozza fa finta di nulla come al solito e il Var Pezzuto resta in silenzio. L’arrembaggio viene spezzato alla mezz’ora dall’infortunio di Basic (altra tegola), entra Vecino con Sarri preoccupato per l’ennesimo stop muscolare della sua squadra. La Lazio si spegne col passare dei minuti, si va al riposo senza gol dopo un forcing forsennato e un rigore clamoroso negato. Si riparte e i biancocelesti trovano la rete del vantaggio: Cataldi scambia con Vecino e fa secco De Gea.