TREVISO - «La donna urlava e decine di ragazzini attorno, invece di chiamare i soccorsi, usava il telefonino per scattare foto e fare video. Sono stata la prima ad avvicinarmi e a chiederle come stava, portandole da bere un po' d'acqua». È stata una dipendente del Caffè Diemme la prima a soccorrere, assieme a una collega, la sessantenne travolta ieri pomeriggio da un bus all'incrocio tra via Roma e Lungosile Mattei.

All'incidente hanno assistito decine di testimoni, tra cui moltissimi studenti di ritorno da scuola, ma molti di loro, prima ancora dell'arrivo delle forze dell'ordine, invece di prestarsi per aiutare i primi soccorritori in attesa del 118 e della polizia, hanno preso dalla tasca il cellulare. Non per chiamare aiuto, ma per filmare la scena, a dir poco sconvolgente anche per gli operatori che, pochi minuti dopo, hanno isolato la zona e medicato la sessantenne di Zero Branco, fortunatamente rimasta sempre lucida ma gravemente ferita alla gamba: il piede è stato stritolato sotto il peso della ruota destra del bus della Mom. «Ho avuto anche il triste compito di avvertire il marito della signora - racconta la dipendente della caffetteria -, ma non ho avuto il coraggio di riferirgli nel dettaglio cosa fosse successo. Non sapevo cosa dirgli. Gli ho solo detto di salire in macchina e correre in ospedale da sua moglie».