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Il tecnico si tira fuori dalla lotta scudetto: "Macché triello, serve arrivare a 86-88". E pensa al Genoa

Calcolatrice alla mano, Max Allegri si veste da ragioniere e detta le nuove quote del campionato. "Dopo i successi di Juve, Roma e Como si è alzata la quota Champions a 74 punti e quella scudetto è salita a 86-88" spiega precisando che c'è anche la Juve per il tricolore anche se a questo punto nel girone di ritorno dovrebbe farne 50-52 di punti. Attenti: per Allegri lo scudetto è una questione esclusiva tra Inter e Napoli. "Io non considero il triello ma mi guardo il duello!" sentenzia. È la premessa utilizzata per far capire a Milanello l'importanza della sfida di stasera col Genoa (non c'è Nkunku, tornano Gabbia e Pavlovic) che "nelle ultime 10 partite ha sempre fatto gol" e non è una osservazione fatta a caso perché richiama alla memoria collettiva il calo di attenzione registrato nelle sfide con Parma, Torino, Pisa. Poi c'è la questione aperta sulla statistica dei suoi gol ottenuti al primo tiro in porta ("non è una vergogna, così soffro un po' meno; lo ripeto ai miei: ogni palla va sfruttata perché ogni palla può decidere una stagione, non solo una partita") e il contenzioso sulla fattura del gioco milanista dimenticando le virtù (seconda miglior difesa e secondo miglior attacco). "Tutti i giorni si può e si deve migliorare, le critiche stimolano" la replica impreziosita da una massima più convincente delle altre.