Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Le tre ore di deposizione spontanea. Respinte tutte le accuse di favori sessuali
"Nessuna violenza né estorsione": Alfonso Signorini ieri ha respinto tutte le accuse a suo carico in un lungo colloquio in Procura a Milano. Il giornalista, accompagnato dagli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello, è arrivato nell'ufficio del procuratore Marcello Viola intorno alle 10 e si è trattenuto tutta la mattinata, per oltre tre ore. Si è presentato spontaneamente davanti ai pm, per chiarire la propria posizione e fornire la propria versione dopo essere stato iscritto nel registro degli indagati su querela dell'ex concorrente del Grande Fratello vip, Antonio Medugno, e dopo la puntata di Falsissimo di Fabrizio Corona sul caso.
Signorini è poi uscito da una porta laterale e non ha incontrato i cronisti, tenuti a distanza dai carabinieri di Palazzo di giustizia. Ad ascoltare il giornalista, insieme a Viola, c'erano l'aggiunto Letizia Mannella e il pm Alessandro Gobbis, titolare dell'inchiesta, oltre al personale della Squadra mobile. L'indagato si sarebbe difeso con tono deciso e grintoso e ha risposto ad alcune domande degli inquirenti su tempistiche e contesto generale. Ha inoltre parlato delle chat scambiate con il suo accusatore, a sostegno del proprio racconto che è totalmente in contrasto con la denuncia di Medugno. Le chat per ora non sono state prodotte. Il racconto ora sarà al centro delle verifiche investigative. Al momento la denuncia del modello ed ex gieffino è l'unica arrivata in Procura su questa vicenda. È probabile che nei prossimi giorni anche Medugno verrà sentito dai pm, come prevede il Codice rosso per le persone che denunciano violenze sessuali. E non è escluso che partano nuove querele e contro querele. Lo stesso Corona è indagato per revenge porn, per aver diffuso immagini private del conduttore televisivo.










