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Dallo scorso 18 dicembre Hainan, una provincia insulare della Cina meridionale grande più o meno quanto il Belgio, ha introdotto un regime doganale speciale che permette l’ingresso senza dazi di circa 6.600 tipi di merci, pari al 74 per cento delle importazioni che nel resto del paese sono soggette a tassazione. Concretamente, significa che le aziende straniere possono esportare sull’isola la maggior parte delle materie prime, dei semilavorati e dei beni di consumo senza pagare imposte all’ingresso, con una riduzione significativa dei costi.

L’esenzione dai dazi non è l’unico incentivo economico offerto da Hainan. Per attirare investimenti e lavoratori qualificati, l’isola applica tasse più basse per le aziende e i professionisti che rispettano certi requisiti fissati dalle autorità locali, con un’aliquota massima del 15 per cento. I residenti inoltre possono fare acquisti fino a un massimo di 100mila yuan (circa 12.200 euro) all’anno in regime di duty-free, cioè senza pagare imposte.

Il presidente cinese Xi Jinping ha detto che l’esperimento di Hainan rientra in una strategia che punta a rendere il paese più attrattivo per le imprese straniere, ma questa iniziativa ha anche un evidente significato politico: è un modo per rispondere alle politiche commerciali del presidente statunitense Donald Trump, che dall’inizio del suo secondo mandato ha imposto dazi a moltissimi paesi del mondo.