Enel ha lanciato con successo sul mercato europeo nuovi prestiti obbligazionari subordinati ibridi, perpetui, non convertibili, denominati in euro e destinati a investitori istituzionali, per un ammontare complessivo pari a 2 miliardi di euro. Lo rende noto la società precisando che l’emissione ha ricevuto richieste di sottoscrizione in esubero per più di 7 volte, totalizzando ordini per circa 14 miliardi di euro al picco della domanda. «L’operazione è coerente con la strategia del Gruppo Enel e ne rafforza ulteriormente la struttura patrimoniale e finanziaria», si legge nella nota.

L’emissione, spiega il gruppo energetico, «coglie la favorevole finestra offerta dalle attuali condizioni di mercato e consente di rifinanziare in via anticipata i due prestiti obbligazionari ibridi perpetui, con call date nel 2026, per un totale di circa 1,35 miliardi di euro, nonché di incrementare, di circa 650 milioni di euro, l’ammontare delle obbligazioni ibride del Gruppo Enel ad ulteriore rafforzamento della struttura del capitale». La data prevista per il regolamento è il 14 gennaio 2026.

La nuova emissione è strutturata in due serie: - prestito obbligazionario da 1.250 milioni di euro non convertibile subordinato ibrido perpetuo, senza scadenza fissa, esigibile solo in caso di scioglimento o liquidazione della società. Una cedola fissa annuale del 4,125% verrà corrisposta fino alla prima reset date (esclusa) del 14 gennaio 2032, che corrisponde all’ultimo giorno per la prima ’optional redemption’ (rimborso opzionale); - prestito obbligazionario da 750 milioni di euro dello stesso tipo. La cedola fissa annuale è del 4,500% e verrà corrisposta fino alla prima reset date (esclusa) del 14 gennaio 2035, che corrisponde all’ultimo giorno per la prima optional redemption. I titoli saranno quotati sul mercato regolamentato della Borsa Irlandese (Euronext Dublin). L’operazione, spiega Enel, è effettuata in esecuzione della delibera del 18 dicembre 2025 del consiglio di amministrazione che ha conferito mandato all’emissione, entro il 31 dicembre 2026, di uno o più prestiti obbligazionari non convertibili, sotto forma di titoli subordinati ibridi, anche di natura perpetua, per un importo massimo complessivo pari a 2 miliardi di euro. L’emissione è stata supportata da un consorzio di banche nell’ambito del quale hanno agito, in qualità di joint bookrunner, Bbva, Bnp Paribas, Citi, Crédit Agricole Cib, Deutsche Bank, Goldman Sachs International, HSBC, Imi-Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan, Morgan Stanley, Mufg, Société Générale e UniCredit.