BOLOGNA - Dopo l’omicidio era salito su un treno in direzione Milano e a causa dei suoi comportamenti molesti era stato fermato e fatto scendere a Fiorenzuola, nel Piacentino, poco prima delle 20. I carabinieri lo avevano identificato e poi rilasciato: in quel momento non erano state ancora diramate le note per la sua ricerca e il 36enne croato Marin Jelenic per i militari era un uomo qualunque. Non potevano immaginare che poco più di un’ora prima avesse ucciso con una coltellata all’addome Alessandro Ambrosio, il capotreno 34enne di Trenitalia, nei pressi del parcheggio del piazzale ovest della stazione di Bologna riservato ai dipendenti. Ieri però le sue foto erano state diramate e Jelenic, senza fissa dimora e già noto alla Polfer per precedenti relativi al porto di armi da taglio, è stato riconosciuto e fermato nei pressi della Stazione di Desenzano del Garda, nel Bresciano. «So di essere ricercato, ma non esattamente per che cosa», avrebbe detto agli agenti una volta fermato, apparendo confuso.
La polizia ha seguito i suoi spostamenti nelle 24 ore successive al delitto, ipotizzando che il ricercato potesse essere fuggito in Croazia. Questo perché il suo cellulare avrebbe agganciato una cella del suo paese. Da ricostruzioni più recenti sembrerebbe che abbia trascorso la nottata in un dormitorio per senzatetto a Milano, in zona Niguarda, da lì poi ieri sarebbe salito su un autobus fino ad arrivare a Desenzano dove intorno alle 21 è stato bloccato. Gli investigatori, convinti da subito si trattasse del presunto killer, lo hanno identificato attraverso un particolare sistema di comparazione delle impronte digitali. Un accertamento necessario perché al momento dell’arresto non aveva documenti. Le ricerche ieri si erano concentrate anche su Roma. La diramazione delle sue foto aveva portato un romano a fare una segnalazione al 112 per la presenza del ricercato sull’autobus 85, all’altezza di piazzale Appio in direzione Termini. Ma l’uomo fotografato dal passeggero, nonostante la somiglianza, non era il fuggitivo. Le ricerche nella Capitale si sono interrotte quando i colleghi di Desenzano del Garda lo hanno sorpreso fuori dalla Stazione. Jelenic è una persona senza fissa dimora e legami sul territorio italiano ed è stato fermato in diverse circostanze in ambiti ferroviari in tutto il Nord Italia, proprio per il suo atteggiamento aggressivo e molesto. A permettere di identificarlo, come presunto autore dell’omicidio che si è consumato nel tardo pomeriggio dello scorso 5 gennaio, le telecamere di sicurezza posizionate nei pressi della stazione, proprio lì dove è avvenuto il delitto. Ambrosio non era in turno due giorni fa, non aveva nulla che lo identificasse come capotreno. Il ricercato lo ha seguito per diverso tempo, apparentemente senza motivo, poi lo ha accoltellato. Dai primi accertamenti - sul caso indagano la Squadra mobile e la Polfer di Bologna - sembrerebbe che la vittima non abbia lottato per difendersi e, dopo il ritrovamento del suo corpo in un bagno di sangue da parte di un collega di Italo, nelle sue tasche sono stati trovati il portafoglio e il cellulare. Tutti elementi che fanno pensare non si sia trattato di una rapina finita male.











