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Lunedì, in Francia, un tribunale di Parigi ha condannato le 10 persone imputate nel processo per cyberbullismo ai danni di Brigitte Macron, la moglie del presidente francese Emmanuel Macron. Le 10 persone erano accusate di aver alimentato la teoria cospirazionista secondo cui Macron sarebbe biologicamente un uomo (cioè una donna trans, che però è un’espressione raramente usata dai complottisti, che hanno idee transfobiche e sostanzialmente negano che le donne trans siano donne).

Le condanne che vanno dai quattro agli otto mesi di carcere, in nove casi con pena sospesa: significa che le persone condannate non andranno in carcere ma saranno sottoposte a un controllo giudiziario e dovranno adempiere ad alcuni obblighi, che in alcuni casi comprendono la frequenza di corsi contro il cyberbullismo.

Le dieci condanne riguardano otto uomini e due donne, con età che vanno dai 41 ai 65 anni. Tra queste ci sono persone comuni ma anche tre persone piuttosto famose nell’ambiente cospirazionista francese: la medium Amandine Roy, lo scrittore Aurélien Poirson-Atlan e il gallerista Bertrand Scholler.

Quella che si è conclusa lunedì non è l’unica causa intentata dai coniugi Macron contro chi diffonde teorie del genere, che circolano da anni negli ambienti complottisti sia in Francia che all’estero. Da circa un anno i Macron hanno iniziato a denunciare quelli che sono ritenuti i principali divulgatori di questa teoria, e sono in corso diversi processi.