Il dolore che non si ferma per quelle giovani vite spezzate a Crans-Montana ma anche la speranza per gli undici pazienti ricoverati a Milano, tutti in condizioni ancora critiche e in prognosi riservata.

Dopo lo straziante arrivo di ieri delle cinque salme italiane vittime del rogo in Svizzera, oggi la premier Giorgia Meloni ha fatto visita all'Ospedale Niguarda ad alcuni dei feriti, intrattenendosi con i familiari dei ragazzi e ringraziando i medici e gli infermieri che continuano a lavorare senza sosta.

In contemporanea in due chiese diverse di Milano, domani, 7 gennaio, ci saranno i funerali dei due giovani Achille Barosi e Chiara Costanzo, le cui camere ardenti sono allestite. Per assicurare la vicinanza delle istituzioni, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, insieme all'assessore regionale Gianluca Comazzi, sarà presente nella chiesa di Santa Maria delle Grazie alle esequie di Chiara, mentre il governatore della Lombardia Attilio Fontana assisterà a quelle di Achille alla basilica di Sant'Ambrogio insieme alla vicesindaca della città Anna Scavuzzo. Alle camere ardenti, l'arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, ha chiesto che ora sia fatta giustizia: "se i locali che ospitano persone che fanno festa non sono adeguatamente sicuri è una grave responsabilità per chi li gestisce". Certo, ha aggiunto, "la giustizia non restituisce la salute ai feriti né i morti alle loro famiglie, ma resta una richiesta del tutto legittima e doverosa". Una richiesta su cui concorda anche Sala: "Quello che so è che le regole, per esempio per il rilascio della Cpi, il Certificato di Prevenzione Incendi, in Italia sono più rigorose.