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6 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 14:00
Se durante le vacanze natalizie la parola “darts” e il numero “180” urlato fortissimo hanno invaso il vostro feed sui social significa solo una cosa: il fenomeno Luke Littler è arrivato anche in Italia. Per qualche giorno, infatti, l’attenzione mediatica si è spostata all’Alexandra Palace di Londra, palcoscenico internazionale che ha ospitato i World Darts Championship. I campionati di mondiali di freccette, per intenderci. E il merito è di un 18enne che per la seconda volta consecutiva ha incassato un mega assegno da un milione di sterline (poco più di un milione di euro) stracciando la concorrenza. Con scioltezza e un pizzico di sfacciataggine. Il giovane Luke “The Nuke” – suo soprannome – ha così trasformato uno sport di nicchia in uno show globale. Rivoluzionando un gioco apparentemente noioso nel passatempo preferito di milioni di persone. E non solo: Littler ci ha insegnato che – in un modo che viaggia alla spasmodica ricerca della perfezione – per essere un fenomeno di massa non serve fare qualcosa di sensazionale. Ma basta essere semplicemente sé stessi. Ma chi è esattamente il game changer della disciplina nata nel XVII secolo nei pub inglesi?











