"In terapia intensiva abbiamo tre pazienti molto più critici di altri, ma le condizioni, pur nella loro gravità, sono stabili e riusciamo a mantenerli non in pericolo di vita immediato" ma sul loro decorso "si naviga a vista" e "ogni giorno è un giorno guadagnato". Così Giampaolo Casella, direttore Anestesia e Rianimazione dell'ospedale Niguarda di Milano, in un punto stampa sui feriti di Crans-Montana.

I feriti nell’ospedale milanese sono 11 – hanno tra i 15 e i 16 anni, tranne una donna di 29 anni e una donna di 55 – “alcuni più gravi, altri meno. Ma sicuramente 11 pazienti critici sui quali manteniamo ancora una prognosi riservata", ha spiegato Alberto Zoli, Ddirettore generale del Niguarda.

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dal nostro inviato Rosario Di Raimondo

"La quantità di ustione sarebbe più che sufficiente per essere preoccupati. Il combinato disposto di aver dovuto respirare fumi velenosi per un periodo molto lungo, insieme alle ustioni, moltiplica il problema. È un vero problema" ha aggiunto Casella parlando con i cronisti durante il bollettino quotidiano sulle condizioni dei feriti, sottolineando che "oggi sono in corso degli interventi e andremo avanti tutto il pomeriggio e la sera".