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Il capotreno ucciso a Bologna aveva 34 anni ed era originario dell'Emilia: è stato colpito all'addome dopo essere stato raggiunto alle spalle

Alessandro Ambrosio, originario di Anzola dell'Emilia, aveva 34 anni, era laureato in statistica ma aveva deciso di percorrere una strada lavorativa diversa, scegliendo di seguire le orme paterne come capotreno. Il genitore era appena andato in pensione dopo una vita trascorsa sui treni e Alessandro amava questo lavoro: era un dipendente di Trenitalia e ieri non era in servizio quando è stato brutalmente accoltellato. Chi lo conosceva, colleghi e amici, lo definiscono come un ragazzo gentile ed educato, una qualità che riusciva a portare anche nel suo lavoro nonostante le difficoltà di questo mestiere, nonostante dovesse spesso confrontarsi con situazioni difficili.

Ieri è stato colpito mentre andava a prendere la sua auto dal parcheggio riservato ai dipendenti nel suo giorno libero: quell'area non è raggiungibile al pubblico, è riservata e non accessibile perché protetta da una cancellata e da una recinzione. Sarebbe stato stato sorpreso alle spalle e poi accoltellato all'addome da un soggetto identificato ma in fuga: si chiama Jelenic Marin, è un 36enne croato con precedenti per reati soprattutto a bordo dei treni, e alle 18.03, pochi minuti prima dell'aggressione, è stato filmato dalle telecamere di sorveglianza nell'atrio della stazione di Bologna. A trovare il corpo di Alessandro, immerso in una pozza di sangue, è stato un dipendente di Italo che ha dato immediatamente l'allarme alla Polfer. I soccorsi sono stati immediati, sono stati gli agenti i primi a intervenire per cercare di salvare la vita del giovane, ma per lui non c'era più niente da fare.