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Dal 1° gennaio Betty Boop e Pluto sono due dei personaggi dei fumetti diventati di pubblico dominio, perché è scaduto il diritto d’autore. Furono infatti creati nel 1930, e la legge americana protegge il copyright per un massimo di 95 anni dalla creazione dell’opera. Significa che ora è possibile utilizzare questi personaggi per realizzare opere creative senza chiedere autorizzazioni né pagare licenze, come già era successo negli anni scorsi per le prime versioni di Braccio di Ferro e Tintin, e prima ancora per quelle di Topolino e Winnie the Pooh.
La legge americana è diversa da quella dell’Unione Europea, dove il diritto d’autore si applica per 70 anni dalla morte di chi ha creato l’opera.
Betty Boop fu creata nel 1930 dai Fleischer Studios, la società di animazione dei fratelli Max e Dave Fleischer, che per un breve periodo fu la principale concorrente della Walt Disney, prima di essere acquisita da Paramount. Comparve per la prima volta in un corto animato del 1930, Dizzy Dishes, in una versione dalle sembianze vagamente canine (lunghe orecchie, che in seguito sarebbero diventate orecchini).
I tratti del personaggio, nella sua versione definitiva, erano ispirati a quelli della cantante Helen Kane, all’epoca famosa per un disco di successo del 1929, Boop-Oop-a-Doop Girl (che conteneva tra le altre canzoni “I Wanna Be Loved by You”, poi resa celebre da Marilyn Monroe). Negli anni successivi Betty Boop fu protagonista di cartoni animati e strisce a fumetti che la resero un personaggio centrale nell’immaginario dei “ruggenti anni Venti”. Alcuni la ricordano anche come sconsolato personaggio minore del film del 1988 Chi ha incastrato Roger Rabbit, in cui lei, vecchia celebrità in bianco e nero, soffre la concorrenza della fiammante Jessica Rabbit.






