"La fede, gli amici, i miei figli più grandi, mi hanno aiutato e protetto, sono finito al tappeto e ho cercato di rialzarmi per loro".
In vista del ritorno in tv dall'8 gennaio con Don Matteo 15 (10 episodi) in prima serata su Rai 1, Raoul Bova si racconta alla stampa nel corso della presentazione della serie tra le più longeve della Rai.
"Dopo la bufera mediatica di questa estate", spiega l'attore, riferendosi alle rivelazioni di Fabrizio Corona sulla sua presunta relazione con la modella Martina Ceretti, con tanto di divulgazione di audio e messaggi privati - vicenda su cui è stata aperta un'inchiesta per tentata estorsione ai suoi danni - "qualcuno aveva scritto "Bova cacciato da Rai1 in Don Matteo". Per fortuna i produttori, da Matilde Bernabei di Lux Vide a Vincenzo Valerio Fiorespino di Fremantle, erano estranei a questa fake. Mi sembrava quasi una cosa organizzata tanto per destabilizzare questo colosso di Don Matteo. E io, siccome rispetto questa serie e il suo pubblico, dopo aver letto certe cose avevo anche detto: faccio io un passo indietro, abbandono il mio personaggio e Don Matteo". L'idea poteva essere quella. "Ma mi hanno risposto che era ridicolo", spiega ancora l'attore. "Fatto sta - aggiunge Bova - che sono stato trattato in questa vicenda come un criminale, il peggiore degli uomini, un assassino, ma ho pagato in solitudine, nonostante non sia arretrato di un millimetro e abbia denunciato il ricatto". Ma soprattutto "io sono un uomo che si ritiene onesto, ho sempre vissuto del mio lavoro, amo i miei figli, rispetto le persone, faccio del bene.









