I fedeli che sono arrivati a Roma per il Giubileo sono stati oltre 33 milioni. Al primo posto, tra i Paesi di provenienza, l’Italia e secondi gli Stati Uniti. Martedì mattina, alle 9.30, sarà Papa Leone a chiudere la Porta Santa della basilica di San Pietro con presente, insieme ai fedeli, anche il presidente della Repubblica italiana. A fare il consuntivo è stato monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del dicastero per l’Evangelizzazione, nella conferenza stampa in Vaticano per la conclusione del Giubileo.
Questo «è stato un anno di grazia, che ha permesso a tutti di tornare a casa carichi di speranza per l’esperienza vissuta». E «non è stato un investimento a perdere, è stato piuttosto un volano che ha incrementato e svilupperà nel futuro una crescita generale, aggiungendo valore alle infrastrutture che rimangono a beneficio della città di Roma e dell’Italia», secondo Fisichella. «La dimensione spirituale che è a fondamento del Giubileo ha permesso di verificare un popolo in cammino con tanto desiderio di preghiera e conversione senza dover cedere nel trionfalismo le basiliche papali altri centri di preghiera, ad esempio la Scala Santa hanno registrato presenze mai viste in precedenza».










