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In un’intervista di qualche settimana fa l’attrice inglese Florence Pugh ha raccontato che per lei le riprese di Midsommar – Il villaggio dei dannati furono «un viaggio all’inferno». In quel film, un horror diretto da Ari Aster e uscito nel 2019, Pugh interpretava una giovane studentessa di psicologia reduce dal suicidio della sorella e dalla morte dei genitori, che veniva trascinata in una comunità svedese di contadini sinistra e violenta. Aster le chiese di rendere al meglio il «momento di vita orribile» attraversato dalla protagonista, e per riuscirci Pugh si impegnò molto: immaginò di ricevere per davvero la notizia della morte di suo fratello, e simulò per davvero il funerale di tutta la sua famiglia, con tutte le ricadute emotive del caso. Dopo la fine delle riprese ebbe difficoltà a uscire di casa, e soffrì di depressione per circa 6 mesi.

Riuscì a riprendersi lavorando al film successivo, Piccole donne di Greta Gerwig, che le valse una candidatura all’Oscar come miglior attrice non protagonista a soli 24 anni. Oggi che ne compie 30, Pugh si è ormai affermata come una delle attrici più talentuose della sua generazione, apprezzata per l’intensità emotiva delle sue interpretazioni e per una versatilità che le consente di essere credibile tanto in produzioni indipendenti quanto in blockbuster di grande successo.