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Frequentava la località svizzera fin da piccolo, tanto che la considerava la sua seconda casa e ci andava non appena ne aveva la possibilità

Nell'inferno di fumo e fiamme del bar Le Constellation di Crans-Montana ha perso la vita anche Riccardo Minghetti, 16enne romano, che si trovava nella località svizzera con la famiglia per le vacanze invernali. Il ragazzo è cresciuto tra l'Eur e le montagne svizzere, dove la famiglia ha da tempo una casa e quelle vie, quei locali, erano casa per lui. Si trovava in quel bar con alcuni amici che si sono salvati ma si trovano attualmente ricoverati per le gravi ustioni riportate nell'incendio, ma almeno sono vivi.

Come tutti i suoi coetanei era pieno di passioni e di voglia di vivere, di scoprire e di fare nuove esperienze. Quella città lo ha accompagnato per tutta la sua vita tra lezioni di sci, passeggiate nei boschi, escursioni in montagna. Ogni pausa e ogni vacanza erano per lui l'occasione perfetta per tornarci, da Roma. Ed è qui che ha conosciuto Manfredi, uno degli italiani feriti che nei giorni scorsi ha fatto rientro in Italia con i voli della Protezione Civile e che si trova attualmente ricoverato all'ospedale Niguarda di Milano con gravissime ferite da ustioni, fortunatamente però non in pericolo di vita. Riccardo era uno sportivo: nuoto e tennis erano le sue discipline preferite, che praticava nel suo amato quartiere, dove frequentava anche il liceo scientifico Cannizzaro. Ieri, quando ancora si provava ad aggrapparsi alla speranza che fosse ancora vivo, la dirigente scolastica ha voluto scrivere un messaggio.