Abbandonata dalla sua famiglia alla Vigilia di Natale. La sua famiglia ha caricato questo cane di 14 anni in auto e lo l’ha consegnata al rifugio Carson di Paso Robles, in California: un ambiente già di per sé difficile, ancora di più per un anziano fragile e in condizioni critiche. A raccontarlo sono i volontari che l’hanno poi presa in carico: “Davvero non riesco a immaginare come qualcuno possa scaricare il proprio cane in fin di vita in un ambiente così stressante e traumatico”. Ma la storia di Nena ha un finale che parla d’amore, che era tutto quelle che le serviva.

I segni di anni di trascuratezza

Quando Nena è arrivata in rifugio, il suo corpo parlava da solo. Anni di incuria avevano lasciato segni evidenti. Non faceva un bagno “chissà da quanto tempo”, raccontano i volontari. Il suo corpo era coperto di pulci morte – probabilmente a causa del Bravecto somministrato dal rifugio – e le sue orecchie erano devastate da una delle peggiori infezioni mai viste dai veterinari che l’hanno visitata. “E potremmo continuare...”, spiegano dal team di soccorso. Ma il punto, ora, è un altro.

La svolta: fuori dal rifugio, verso le cure

Da quando è stata tirata fuori dal rifugio, Nena sta andando incredibilmente bene. Finalmente al caldo, seguita passo dopo passo, ha iniziato il suo percorso di guarigione. “L’unica cosa che conta ora è che Nena è sulla strada della ripresa e sta ricevendo tutte le cure che avrebbe meritato da tanto, troppo tempo”, spiegano i volontari. Il giorno dopo il salvataggio, Nena ha visto il veterinario. E contro ogni aspettativa, è arrivata una notizia che ha fatto trattenere il fiato a tutti. A parte la grave infezione all’orecchio e l’artrite, la cagnolina ha superato l’esame fisico a pieni voti. “Il cuore e i polmoni stanno bene”, raccontano. Sono state effettuate anche le analisi del sangue, i cui risultati sono attesi nei prossimi giorni: “Incrociamo le dita che vadano bene”.