Tre, due, uno: Dopo la Valle d’Aosta che ha inaugurato la stagione giusto ieri, da oggi è corsa ai saldi in tutte le regioni d’Italia. La buona notizia è che (secondo l’Unione nazionale dei consumatori, l’Unc) gli sconti del 2026 saranno più alti rispetto all’ultima tornata di affari per tutti (quella estiva dell’anno scorso), la cattiva notizia è che altrettanto non si può dire in riferimento al giro invernale di dodici mesi fa. Pazienza, quel che è certo è che i saldi sono (e restano) un appuntamento squisitamente fisico: sì è vero, oramai li si trova anche on-line e sì d’accordo, nell’era del digitale sempre più e -shop e catene provano a rilanciarli dalle loro piattaforme in rete, ma le settimane degli sconti fanno riscoprire agli italiani i negozi sotto casa.
L’87% di chi sostiene di esserne interessato quest’anno (quindi quasi nove persone su dieci) sceglierà di spendere i propri soldi in una bottega o in una boutique, anche se un buon 54% ha già deciso di comprare anche tramite il web (alla fine la ricetta è quella di sempre: vinca l’offerta migliore, quella più conveniente). Scarpe e vestiti avranno una scontistica media del 18,6% (lo 0,5% in più dell’estate 2025): se questo è il settore tradizionalmente più coinvolto nello shopping compulsivo dei saldi, è proprio l’abbigliamento a fare la parte del leone con una riduzione media addirittura del meno 20,5%.













