Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Vedere la Svizzera per quello che è, anziché indignarci, dovrebbe farci comprendere che a parole l'Occidente è il più avanzato del mondo ma, di fatto, se la racconta.
Attenti alla retorica che ci ha avvolti dopo la strage dei ragazzi del Capodanno in Svizzera: oggi siamo tristi per quelle morti, ma compiaciuti che ci dicano che in Italia non sarebbe potuto succedere. Io non ci credo. Anzi, vedere la Svizzera per quello che è, anziché indignarci, dovrebbe farci comprendere che a parole l'Occidente è il più avanzato del mondo ma, di fatto, se la racconta. E credere davvero che il Paese dei Rolex e di Guglielmo Tell arrampicato sulle Alpi, diviso in cantoni di culture diverse, entrato nella mitologia dell'Ovest solo perché non ci interessa davvero quando non si parla di finanza e di banche, sia il paradiso mostra solo quanto siamo creduloni. Così come siamo pronti ad accettare le lezioncine di qualche imam, che si presenta come un'autorità religiosa, ma è solo un fanatico che cavalca l'odio peggiore dell'islamismo radicale, e che viene a insegnare la democrazia qui dove è nata. Capita pure che, nel silenzio della sinistra, si insulti chi racconta cosa avviene davvero in quelle piazze e in quelle false moschee. La fatwa scagliata contro Il Giornale dall'ennesimo stravagante guru dell'Islam de noantri è la prova che questo Paese, in nome della contrapposizione, ha perduto il buon senso. Quello che ci dice che tragedie come quella di Crans-Montana potevano avvenire anche da noi.






