Un passo alla volta la diplomazia europea si rimette in moto per l’Ucraina. Ma è ancora presto per tornare a bussare alla porta di Donald Trump. Sembrava fatta per un summit dei principali leader europei alla Casa Bianca per trovare il bandolo della matassa ucraina. E invece per ora torneranno a darsi appuntamento da questa parte dell’Atlantico. Prima tappa: Kiev. Poi tocca a Parigi, con il summit dei Volenterosi convocato da Macron all’Eliseo nel giorno dell’Epifania. Oggi pomeriggio i consiglieri per la sicurezza nazionale di dieci governi europei si riuniranno intorno a un tavolo nella capitale ucraina. Officia Rustem Umerov, l’uomo a cui Zelensky ha delegato la regia dei negoziati.
Ci sarà anche l’Italia con il consigliere diplomatico della premier Fabrizio Saggio. Pronto a ribadire la linea che Giorgia Meloni ha già condensato in una telefonata a Trump di fine anno, mercoledì scorso. In ordine: l’Italia è contraria a diktat russi sulla spartizione dei territori occupati, sostiene il diritto di Kiev di difendere la propria sovranità e ritiene fondamentale la copertura degli americani per le “garanzie di sicurezza”. Mentre da Roma resta granitico il no all’invio di truppe italiane in Ucraina all’interno della missione di pace annunciata dai “Volenterosi” ed è un veto che la premier italiana ribadirà a Parigi martedì prossimo.







