La guerra fra Russia e Ucraina ha provocato, fra mille altri danni, anche uno squilibrio di mercato a svantaggio delle compagnie aeree europee e a favore di quelle asiatiche i cui Paesi non applicano sanzioni alla Russia. Il fatto è che le compagnie cinesi, sulle rotte che connettono l’Europa occidentale a Pechino, e quelle del Golfo, sulle tratte che connettono i loro scali con il Nord della costa di Usa e Canada sul Pacifico, «possono volare in linea retta sulla Russia e trarne un beneficio in termini di tempo e di consumo di carburante avio», osserva l’analista aeronautico Antonio Bordoni, «mentre i vettori europei devono girare attorno allo spazio aereo russo, e questo impone loro di volare più a lungo per arrivare a destinazione, e di spendere di più per il cherosene». Il risultato è che se si consultano i comparatori di biglietti aerei, si osserva che lungo le rotte indicate le compagnie i cui governi non boicottano la Russia offrono voli che durano 60 o 120 minuti in meno e costano cento o duecento euro o dollari in meno.

Carenza di informazione sui rischi

Di solito i compratori dei biglietti non vengono informati dalle compagnie aeree di quale sia l’origine del risparmio di tempo e di soldi così ottenuto; perciò, i viaggiatori vengono beneficiati di sconti ma vengono anche indotti a correre inconsapevolmente il rischio di volare sulla Russia; se ne accorgono guardando i display di bordo con le informazioni sul volo in corso, ma (come regola generale) non vengono preavvertiti dei rischi supplementari che corrono.