Anche Poste Italiane cede sullo Spid. Dal primo gennaio l’ha fatto diventare a pagamento, 6 euro l’anno a partire da secondo anno di abbonamento (il primo resta gratis). Mossa già fatta da Infocert, Aruba (5,98 euro dal secondo anno) e Register (9,90 euro e giustifica il maggiore costo annuale con un servizio call center dedicato), anche se altri servizi (di Tim, Namirial, Sielte, Lepida, Infocamere) restano gratuiti.
Ma questo passo da parte di Poste fa più rumore perché è di gran lunga il maggiore fornitore di account Spid (circa 70 per cento di quota di mercato), il sistema nazionale dell’identità digitale.
Dall’autunno scorso era nell’aria la notizia che anche Poste sarebbe passata alla cassa. Sempre però smentita dall'azienda. Adesso, senza preavviso, la conferma, già pubblica sul sito di Poste.
“Il 01/01/2026 abbiamo aggiornato le Condizioni Generali di Servizio”, si legge sul sito. “Puoi consultarle nella sezione Documentazione. Per maggiori informazioni visita la pagina Costi di utilizzo del servizio PosteID abilitato a SPID. Qualora tu non intenda accettare le predette modifiche, potrai avvalerti della facoltà di recedere dal Servizio entro 30 giorni e senza alcun onere”.
Spid a pagamento, arrivano le prime mail. Cosa fare per non perderlo






