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Mercoledì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato, con un post sul social network Truth Social, che ritirerà la Guardia Nazionale dalle città di Chicago, Los Angeles e Portland. La decisione è arrivata dopo che la settimana scorsa la Corte Suprema aveva negato alla sua amministrazione l’autorizzazione a schierare la Guardia Nazionale a Chicago contro il volere delle autorità locali. Per questo, davanti alle difficoltà legali, il governo ha deciso di ritirare i militari non soltanto da Chicago, ma anche dalle altre città in cui l’amministrazione locale si era opposta al loro schieramento: Los Angeles e Portland, appunto.
È una sconfitta notevole per Trump, che negli scorsi mesi aveva usato il dispiegamento della Guardia Nazionale come uno strumento per accentrare i poteri federali e per intimidire le amministrazioni locali governate dal Partito Democratico. I militari rimangono presenti a Washington (dove il governo federale ha poteri maggiori), a Memphis e a New Orleans, dove gli amministratori locali non avevano obiettato al loro invio.
La Guardia Nazionale è la principale forza di riservisti degli Stati Uniti: i suoi membri sono chiamati in base alla necessità, e di solito fanno altri mestieri. È un corpo organizzato su base statale, e le truppe sono comandate dai governatori dei singoli stati, che le usano quasi sempre come una sorta di protezione civile per gestire problemi di sicurezza o catastrofi naturali. La legge prevede però che in casi eccezionalmente gravi, quando la sicurezza nazionale è in pericolo, il presidente possa assumere il comando della Guardia Nazionale di uno stato.










