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2 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:14
Con il nuovo anno entra pienamente in vigore in Ue la tassa europea sulle importazioni di prodotti ad alta intensità di carbonio da parte di aziende con sedi in Paesi dove la legislazione ambientale è più permissiva. Il Carbon border adjustment mechanism (Cbam) introduce per la prima volta un prezzo del carbonio anche per alcune merci importate da Paesi terzi: cemento, ferro, acciaio, alluminio, fertilizzanti minerali e chimici, energia elettrica e idrogeno. Dopo una fase transitoria durata oltre due anni, il sistema passa dalla semplice rendicontazione delle emissioni a obblighi finanziari veri e propri per gli importatori.
Il Cbam nasce per affrontare uno dei nodi centrali della transizione verde: evitare che le imprese europee, sottoposte a regole climatiche più stringenti, subiscano la concorrenza sleale dei concorrenti extra-Ue che producono in Paesi con standard ambientali più deboli. In assenza di correttivi, il rischio sarebbe quello di delocalizzazione della produzione e aumento complessivo delle emissioni globali. Rischio che i grandi inquinatori europei hanno peraltro a lungo utilizzato come alibi per chiedere il prolungamento dell’assegnazione gratuita dei ‘diritti a inquinare’ previsti dall’Emissions trading system (Ets) il mercato europeo del carbonio










