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2 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:12
Dal 21 dicembre la Provincia di Massa Carrara ha un nuovo Presidente: il sindaco di Aulla Roberto Valettini. Col 50,9% dei voti ha vinto le elezioni di secondo livello, precedendo di poco il candidato del Partito Democratico, Gianluigi Giannetti, sindaco di Fivizzano fino a due settimane prima suo compagno di partito. Il 5 dicembre infatti, a sedici giorni dal voto, Valettini è stato espulso dal Partito Democratico, proprio perché insisteva col candidarsi alla presidenza della Provincia, nonostante la decisione del partito di Elly Schlein di schierare Giannetti, noto per aver apostrofato l’assenza di esponenti del governo alla commemorazione della strage nazifascista di Vinca, agosto 1944, con un “sono felice di sapere che oggi nessun fascista è presente”. Soprattutto per questo, dopo la vittoria di Valettini su Giannetti grazie al voto decisivo di sindaci e consiglieri di centrodestra, deputati e amministratori leghisti e meloniani hanno esultato a Massa, nella Piazza Aranci sede della Provincia di Massa Carrara, con un cartello eloquente “Provincia Decomunistizzata“.
A guidarli nell’iniziativa il deputato Andrea Barabotti (Lega), tra gli artefici dell’operazione Valettini, “la Provincia è decomunistizzata di fatto – spiega a ilfattoquotidiano.it – perché siamo riusciti a non far vincere una persona come Giannetti che usa le istituzioni come casa sua. In occasione della commemorazione della strage di Vinca lo ha fatto in modo vergognoso. Certe cose con la fascia tricolore, davanti a studenti che sono lì ad ascoltare un’istituzione, non si possono dire. Confonde il partito con le istituzioni”. Fino a poche settimane prima però Valettini era aspirante candidato di una coalizione di quel campo, seppur inviso dal suo partito. Poi come ha fatto a raccogliere i voti di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia? “Abbiamo fatto una scelta – spiega Barabotti -. Lui (Valettini, ndr) è un cattolico, non di area Schlein, sul piano valoriale abbiamo qualcosa in comune e a un certo punto ci siamo chiesti se, sacrificando qualcosa anche noi, avremmo potuto dare alla provincia una guida diversa. E ci siamo riusciti. Anche perché sono elezioni di secondo livello”.






