SANTA GIUSTINA (BELLUNO) - La tradizione del bagno propiziatorio nelle gelide acque del Veses è stata mantenuta anche nel primo giorno del 2026. Nonostante la colonnina di mercurio prossima allo zero, la pattuglia di nove intrepidi nuotatori, capitanata da Angelo Paganin, per il sesto anno consecutivo si è immersa nel torrente in località Paluch in comune di Santa Giustina. Un tuffo nella cascatella da cui il torrente si dirama dando origine alla roggia che poi si incammina per le località di Casabellata, Ignan e Salzan, qualche bracciata e poi l’uscita, tutti sorridenti e con le mani al cielo per salutare il nuovo anno, seppur visibilmente infreddoliti data la temperatura dell’acqua, di appena 4,9 gradi. Il coraggioso e temerario gesto per un anno di felicità, prosperità e salute, ha visto protagonisti, oltre allo stesso Paganin, i figli Oscar e Yuri, i nipoti Sem Raveane, Federico ed Elena Baldasso, Andrea Pratichetti, Eleonora Patt, e il 77enne Valerio Bolzan.
Il primo anno, in pieno periodo della pandemia, il rito venne affrontato in solitaria da Angelo Paganin, che oggi non nasconde la soddisfazione per quella che più che un impresa sportiva rappresenta un gesto simbolico per augurare un felice anno nuovo, e che vuole essere un segno utile soprattutto rispetto al tema della salute e dell’ambiente. Ogni anno si uniscono a questo gesto un numero sempre maggiore di amici che condividono il rituale come segno d’augurio di un anno di serenità, pace e prosperità per tutti. Le acque del torrente, che divide il territorio di Santa Giustina con San Gregorio nelle Alpi e che scende dalla val Scura, in questo periodo dell’anno raggiungono una temperatura di circa quattro o cinque gradi, e ieri le condizioni meteorologico di inizio gennaio hanno mantenuto le attese, dopo alcuni giorni precedenti di caldo anomalo.










