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La giunta comunale di Roma ha approvato due delibere per acquistare 1.040 case popolari dalla Fondazione Enasarco, che gestisce la previdenza per gli agenti e i rappresentanti di commercio. Il consiglio comunale le ha ratificate e martedì 30 dicembre sono stati acquistati i primi 336 appartamenti, per un costo di 53 milioni di euro. Saranno assegnati nei prossimi mesi, mentre l’acquisto dei restanti appartamenti verrà definito e ultimato nel 2026. Il comune spenderà complessivamente poco più di 250 milioni di euro, che saranno presi dal bilancio di Roma Capitale, l’ente che amministra la città.

È una notizia rilevante perché è assai raro che un comune acquisti un numero così cospicuo di case popolari per assegnarle, e perché l’aumento dei prezzi delle case e la loro scarsa disponibilità, soprattutto nelle grandi città, sono una fonte di disagi e una questione sempre più urgente per moltissime persone. Secondo il comune di Roma, si tratta del più ampio acquisto di alloggi popolari degli ultimi decenni in una città italiana. In effetti in tutta Italia ci sono quasi 900mila alloggi di edilizia residenziale pubblica, e ci vivono circa due milioni di persone, ma secondo Federcasa, che riunisce decine di enti che si occupano di edilizia pubblica, ne servirebbero almeno altri 300mila. Il loro numero invece è in continua diminuzione dagli anni Novanta, per effetto di alcune leggi che avevano l’obiettivo di vendere il patrimonio pubblico per fare cassa e ridurre il debito pubblico.