Dal primo gennaio scattano gli aumenti dei pedaggi su gran parte delle tratte autostradali e nel settore dell’autotrasporto è polemica. Il ministro Salvini ha rimbalzato le colpe sulla Corte Costituzionale, che ha annullato il blocco alle tariffe, ma gli operatori del settore non ci stano. “Facile deliberare e sentenziare, comodamente seduti in un lussuoso ufficio oppure dallo scranno della Corte Costituzionale _ attacca Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito _ Ma gli autotrasportatori, che ormai da anni subiscono le conseguenze dei cantieri in autostrada (frutto di un ritardo di vent’anni nella manutenzione), queste comodità in coda sulle autostrade non se le possono neppure sognare. Anche solo pensare in una situazione di disagio permanente e cronico come quella attuale, di autorizzare e poi applicare aumenti generalizzati dei pedaggi mediamente dell’1,5% suona come un vero e proprio schiaffo e infrange il limite di guardia”. “Qualsiasi impresa di autotrasporto – afferma Longo – è testimone quotidianamente di una situazione ormai insostenibile specie in alcuni quadranti della rete autostradale. Ed è grottesco parlare di aumenti dei pedaggi per “procedere all’aggiornamento dei Piani economici-finanziari delle ricche società concessionarie”, calpestando l’efficienza e la produttività dei servizi di trasporto della merce”.