Quando Mary arriva in un rifugio della Florida, l’uomo che la accompagna non riesce a smettere di piangere. La sua famiglia è stata spezzata da una deportazione improvvisa. Quel cane resta indietro, con lo sguardo in cerca di chi non tornerà.

L’addio che nessuno voleva

Il giorno in cui Mary viene consegnata al rifugio, l’aria è carica di dolore. L’uomo che la porta con sé ripete più volte agli operatori, tra le lacrime: “È una bravissima cagnolina”. Lasciarla lì non era il desiderio di nessuno.

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Mary viene affidata al rifugio perché il suo umano è stato deportato in base alle leggi sull’immigrazione volute da Donald Trump negli Stati Uniti e non c’è più nessuno che possa prendersi cura di lei. A portarla è il nipote del suo papà umano, devastato per aver perso nello stesso momento lo zio e il cane che faceva parte della famiglia. Se ne va con una sola speranza: che Mary possa trovare una nuova casa, capace di amarla come è sempre stata amata.