Trent’anni fa, come strenna di fine d' anno, la Scala propose Carla Fracci prima ballerina nel balletto Cenerentola di Prokofiev-Rodriguez in sostituzione della titolare del ruolo: Violette Verdy. Ci siamo trovati, oggi come allora, nella stessa sede a festeggiare l'anniversario e il ricordo è subito volato all'impressione che suscitò in noi quell'apparizione. Non ci fu esitazione: subito avemmo la sensazione di trovarci di fronte a una nuova "ètoile" di cui molto si sarebbe parlato in seguito e che avrebbe trascinato dietro di sè un rinnovato interesse per la danza. Così è stato. La Fracci non ha mai deluso e quando si temette che essa restasse ancorata allo stereotipo della ballerina romantica (Silfide o Giselle), diede tali prove di raggiunta maturità espressiva in direzione drammatica da sorprendere proprio per la duttilità dei suoi mezzi.

Se ne è avuta la conferma l'altra sera in un teatro gremitissimo, festosissimo per una serata dai toni decisamente celebrativi. Beppe Menegatti le ha cucito addosso uno spettacolo come sa creare lui, ricco di ricuperi, di riferimenti, di citazioni e in tanti sono venuti, danzatori e attrici, a renderle omaggio, a farle da corona: Bianca Gallizia, Rosella Hightower, Yvette Chauvirè, Serge Lifar, Niels Kehlet, Luciana Novaro, Vera Colombo tra i primi; Carla Bizzarri, Paola Borboni, Valentina Cortese, Giulia Lazzarini, fra le seconde.