Apoco meno di un mese dalla sentenza del Tas che ha annullato il bando internazionale a sciatori e fondisti russi e bielorussi, è ancora molto incerto il quadro delle partecipazione degli atleti dei due Paesi alle Olimpiadi di Milano Cortina, al via il 6 febbraio prossimo.

Ci sono infatti le aperture, che comprendono anche i pattinatori e gli slittinisti, ma per altre discipline tra le più importanti dei Giochi invernali, come il biathlon e l'hockey, rimane in piedi un muro invalicabile.

Si procede a vista, quindi, tra le continue spinte all'apertura da parte di Mosca e Minsk, la posizione del Comitato olimpico internazionale che lascia la scelta alle singole federazioni, nel rispetto però dei criteri stringenti circa la neutralità degli atleti, e queste che si muovono in ordine sparso.

Per avere un quadro dei partecipanti si dovrà insomma attendere quasi fino all'ultimo momento.

La Fis - la federazione più importante tra quelle della neve, che riguarda sci alpino e sci nordico, salto, combinata nordica e snowboard - si è vista imporre la sentenza del Tas che ha accolto il ricorso dei russi e aperto agli atleti, soprattutto fondisti, la strada della ammissione attraverso le qualificazioni. Sono sportivi che rispettano i criteri stabiliti dal Cio prima di Parigi 2024 per partecipare sotto bandiera neutrale - cioè non essere sotto contratto con l'esercito e non sostenere l'invasione dell'Ucraina, condizioni valutate attentamente con esami caso per caso - e che vengono inseriti in un apposito elenco.