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Nel dicembre 2022 il marchio svizzero di orologi di lusso Rolex lanciò un programma di certificazione dei suoi orologi di seconda mano (Rolex Certified Pre-Owned). L’obiettivo era portare sotto il proprio controllo una parte del mercato dell’usato che negli anni era molto cresciuto, rimanendo però poco regolato. Allora fu un’operazione che molti commentatori giudicarono rivoluzionaria, perché solitamente le aziende di lusso considerano il mercato dell’usato qualcosa da cui stare alla larga e che danneggia le vendite di prodotti nuovi.

Dopo tre anni si può dire che il programma di Rolex è stato un successo: non tanto per il fatturato dell’azienda quanto per il valore del marchio. Quest’anno, secondo le stime della società di analisi dei dati WatchCharts, le vendite di orologi usati certificati da Rolex dovrebbero superare il mezzo miliardo di dollari.

Negli ultimi dieci anni, e soprattutto durante la pandemia, il mercato degli orologi di lusso di seconda mano è cresciuto a tal punto da rendere sempre più difficile per i grandi marchi continuare a ignorarlo. Rolex non è stata l’unica a intervenire: programmi come il suo sono stati avviati anche da aziende come Vacheron Constantin e Richard Mille. Oliver Müller, fondatore della società di consulenza LuxeConsult, ha detto al Wall Street Journal che quest’anno il commercio di orologi svizzeri di seconda mano arriverà a valere circa 25 miliardi di dollari, ovvero la metà del mercato delle vendite di orologi nuovi.