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30 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 15:43

Israele ha annunciato che a partire dal 1° gennaio 2026 sospenderà le attività di oltre due dozzine di organizzazioni umanitarie internazionali operative nella Striscia di Gaza, tra cui Medici Senza Frontiere (Msf). La decisione riguarda circa 25 organizzazioni, pari a circa il 15% delle Ong attive nell’enclave palestinese, e sarebbe motivata dal mancato rispetto delle nuove regole imposte dal governo israeliano per l’operatività delle Ong. Nel contesto di una grave crisi umanitaria nel territorio palestinese devastato dalla guerra, ancora privo di acqua corrente ed elettricità, la decisione rischia di rendere l’emergenza irrecuperabile per la già tormentata popolazione civile.

Secondo quanto dichiarato dal ministero per gli Affari della Diaspora, le organizzazioni interessate non hanno ottenuto il rinnovo dei permessi perché non avrebbero soddisfatto i nuovi requisiti in materia di trasparenza relativi al personale, ai finanziamenti e alle modalità operative. In particolare, Israele accusa Medici Senza Frontiere, una delle principali organizzazioni sanitarie presenti a Gaza, di non aver chiarito il ruolo di alcuni membri dello staff che, secondo le autorità israeliane, avrebbero collaborato con Hamas e altri gruppi militanti. Un’accusa che Tel Aviv, in passato, ha rivolto ad altre organizzazioni.