Un allenatore di hockey che "dopo aver pareggiato i conti col destino deve rimettersi in campo', nel film tv Tempi Supplementari di Ago Panini, del ciclo Purché finisca bene, in arrivo il 7 gennaio su Rai 1, e lo scrittore Giovannino Guareschi, sempre in un film tv, diretto da Andrea Porporati, prossimamente sull'ammiraglia Rai.
Sono i nuovi ruoli nei quali vedremo sul piccolo schermo Giuseppe Zeno, spiega all'ANSA l'attore napoletano, che dall'inizio della sua carriera alterna teatro e tv (dove grazie alla sua versatilità è diventato uno degli interpreti più amati dal pubblico) senza dimenticare alcune prove anche al cinema, fra gli altri, in film come La tenerezza di Gianni Amelio o Le mie ragazze di carta di Luca Lucini.
Il prossimo impegno per lui è in palcoscenico, diretto da Gabriele Muccino (qui al debutto teatrale) nell'adattamento del suo film A casa tutti bene, già diventato anche una serie tv. Lo spettacolo, che ha nel cast Anna Galiena, Alice Arcuri, Ilaria Carabelli, Maria Chiara Centorami, Lorenzo Cervasio, Simone Colombari, Vera Dragone, Sandra Franzo, Alessio Moneta, Celeste Savino, è coprodotto da Best Live e Teatro Stabile d'Abruzzo e debutterà all'Abc di Catania l'8 gennaio. Fra le tappe della tournée anche Palermo, Roma (all'Ambra Jovinelli), Pistoia, Bologna, Napoli, Perugia. Protagonista della storia, la famiglia Ristuccia che si riunisce per festeggiare l'ottantesimo compleanno della madre, Alba. Un'occasione che fa riesplodere i conflitti, tra nuovi e vecchi amori, segreti, tradimenti, problemi e rivelazioni. Zeno si cala nei panni di Carlo, il ruolo che nel film era di Pierfrancesco Favino. "L'incontro con Muccino è stato entusiasmante - spiega -. Ero molto curioso di conoscerlo, di confrontarmi con lui anche per quanto riguarda l'aspetto drammaturgico, di trovare insieme delle possibilità in più rispetto a quanto avesse fatto prima, cercando di portare le mie convinzioni e intuire anche se potessero sposarsi con le sue idee. Gabriele ti porta tantissimo entusiasmo e ti impone chiaramente di alzare in qualche modo il tuo registro emotivo, qualcosa che non fai a caso, ma che ti nasce da dentro. Viene dall'urgenza e dall'impellenza che i personaggi disegnati da lui hanno di risolvere le loro questioni interiori".







