Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Il leader Usa: "Fase due e ricostruzione prima possibile. Pronti a colpire l’Iran"

Mar-a-Lago, atto secondo. La residenza privata di Donald Trump, in Florida, si trasforma per il secondo giorno consecutivo nell'ala diplomatica della Casa Bianca. Dopo il leader ucraino, Volodymyr Zelensky, ieri è stata la volta di Benjamin Netanyahu, definito dal padrone di casa non solo «un ottimo premier», ma «un eroe di guerra senza il quale Israele non esisterebbe». Lodi reciproche, con «Bibi» che ribadisce quanto Israele non abbia «mai avuto un amico così grande» e annuncia di voler dare per la prima volta in 80 anni il Premio Israele, la più alta onorificenza civile, proprio a Donald. Nel mezzo anche un apparente incidente diplomatico, dopo che Trump ha ribadito che al premier israeliano «dovrebbe essere concessa la grazia nel suo processo penale» e che il provvedimento del capo dello Stato israeliano «è in arrivo», una circostanza che il presidente Isaac Herzog ha smentito, ma che conferma come l'incontro apra anche la fase di campagna elettorale in vista del voto di ottobre 2026 in Israele.