Legionella oltre i valori consentiti nell’80 per cento delle strutture ricettive e di accoglienza, (tra hotel, b&b ed rsa) controllate dalla Asl nella provincia di Bari. Con i bed and breakfast campioni di reticenza, visto che il tasso di adesione ai questionari somministrati dall’Azienda sanitaria si è fermato al 15,16 per cento dei 1.181 contattati. Le risposte più numerose sono giunte invece dalle residenze sanitarie (91 per cento delle 44 a cui sono state chieste informazioni), mentre gli hotel sono arrivati al 70 su 174 coinvolti nel campionamento. Sintomo che l’abusivismo dilagante nel settore delle locazioni turistiche, spinge molti a non manifestarsi in maniera ufficiale, anche quando le sollecitazioni arrivano a livello istituzionale.
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Francesco Oliva
Il progetto del Servizio igiene e sanità pubblica della Asl ha riguardato complessivamente 1.400 strutture della provincia di Bari. Obiettivo: scoprire dove si nasconde la legionella, batterio che prolifica nelle reti idriche e può causare infezioni alle vie respiratorie che, nelle forme più gravi, possono portare al decesso. “La prevenzione – ha commentato il direttore generale dell’azienda, Luigi Fruscio – si costruisce prima di tutto con informazione, accompagnamento e responsabilità condivisa. I controlli restano uno strumento indispensabile, ma arrivano dopo un lavoro capillare che aiuta le strutture a individuare e correggere le criticità, trasformando gli obblighi in una vera cultura della sicurezza a tutela di ospiti, lavoratori e cittadini”.






