Trenta militanti di Askatasuna sono stati identificati e saranno indagati per gli scontri di sabato scorso. Il 20 dicembre, gli antagonisti del centro sociale torinese avevano approfittato di una manifestazione pro-Pal per infiltrarsi, prendere la guida delle proteste e aggredire le forze dell’ordine.

L’assalto è stata la prima risposta allo sgombero dell’immobile di Corso Regina Margherita 47, il covo dei teppisti sotto la Mole. Sassaiola contro le forze dell’ordine e tentativi di forzare il blocco, facendosi largo anche con rudimentali arieti e catapulte. Risultato: nove agenti feriti e il sequestro di fumogeni, bombolette di vernice, taniche di benzina, petardi e razzi, tubi metallici.

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Il sospetto degli inquirenti e della polizia è che quanto avvenuto la settimana scorsa sia solo l’antipasto della protesta programmata per la notte del 31 dicembre. Per quella data Askatasuna ha programmato un nuovo assalto. Il collettivo studentesco degli autonomi si è ritrovato ieri alla bocciofila Vanchiglietta, nei pressi del centro sociale sgomberato, per pianificare l’azione. Obiettivo dichiarato: «Inaugurare un anno di lotte che trasformerà Torino nella nuova Val di Susa». L’appuntamento è in piazza Vittorio Veneto, per muovere contro la Inapli Arena, dove si terrà il concerto di Capodanno, alla presenza di circa quattordicimila persone. La manifestazione è prevista fuori dalla struttura ma gli autonomi tenteranno di introdursi all’interno di essa per scatenare il caos.